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28/07/12

Il lupo di Cappuccetto rosso non è poi così cattivo - La Critica de L'Arena

Dal quotidiano L'Arena del 28.07.2012, pag.59
Di Michela Pezzani

CHIOSTRO DI SANT´EUFEMIA. «Favolescion» per Teatro nei cortili
Divertente spettacolo della Maschera e il «morbìn» del canto salva tutte le fiabe

Favolescion della compagnia La Maschera FOTO BRENZONI
Allarme canoro alla rassegna Teatro nei cortili. Il «morbo» del canto, o meglio il «morbìn», sembra davvero aver contagiato le compagnie amatoriali nei cui spettacoli, quest´anno più che mai, la presenza del musical ricorre nella maggior parte degli allestimenti, come accade anche al chiostro di Santa Eufemia (repliche tutte le sere fino a venerdì 3 agosto con inizio spettacolo alle 21) dove il nutrito gruppo di attori della compagnia La Maschera canta, recita e balla.
Si tratta della commedia musicale Favolescion dei commediografi Mauro Cattivelli e Paolo Quattrocchi, «un nome e un programma» in materia di «storie sonore» che fanno ridere e forniscono sempre un ampio margine di riflessione su svariati temi della vita più o meno quotidiana, ragion per cui il regista Ermanno Regattieri ha fatto non a caso la scelta del lavoro in questione.
La «polpa» di questo allestimento coloratissimo, affollata di tutte le creature fantastiche possibile, in costume, che la letteratura favolistica possa fornirci (da Geppetto a Biancaneve, passando per Cappuccetto rosso, la Bella addormentata e chi più ne ha più ne metta) è il recupero delle fiabe cadute in disuso a causa del potere della televisione, e la carrellata di «abitanti delle storie più belle che i bimbi amano sentirsi leggere la sera prima di dormire, da quando mondo è mondo» ha coinvolto il folto pubblico di adulti e bambini entusiasti della disinvoltura con cui la Maschera ha dimostrato la possibilità di proporre contenuti, giocando. E giocando bene, con la cognizione che il frutto della fantasia è la risorsa più grande di cui l´essere umano dispone per creare un mondo a misura d´uomo, di donna e di bambino.
A GRAN VOCE i bravi attori lo hanno comunicato, sulle note delle canzoni degli Abba, il celebre gruppo pop svedese autore di veri e propri tormentoni, alle quali sono stati tolti i testi originali per adattare quelli dell'´allegra parata, e, come nell´intento più volte espresso in scena, l´effetto liberatorio del «carosello» ha fatto centro nel sostenere che la fiaba serve a difendere la dignità dell´essere umano, adulto o minore che sia e tirare fuori il meglio di noi.
E persino il lupo affamato di Cappuccetto rosso e la strega cattiva di Biancaneve si sono fatti amare mostrando l´altra faccia di sé, cosa che è piaciuta a tutti, perché, attraverso il loro «outing» di persone migliori di quanto possa apparire, gli spettatori si sono sentiti complici.

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