MOLIERE AL TEATRO CAMPLOY
DOPO IL "TUTTO ESAURITO" DELLE ULTIME SERATE DELL'ESTATE TEATRALE VERONESE 2010,

e dopo i recenti successi delle commedie teatrali La Bancarotta, Quando Amor Comanda e Frankenstein Junior...

LA MASCHERA TEATRO

RITORNA CON...

 

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Le furbarie
de Scapin

da Moliere

Adattamento e Regia
di William Jean Bertozzo

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L'ultima fatica della
Compagnia Teatrale La Maschera
che nel 2010, presentata in occasione
dell'Estate Teatrale Veronese 2010 -
Teatro nei cortili


DOVE CI TROVERAI?
Sabato 28 Gennaio 2012 ore 21.00
Domenica 29 Gennaio 2012 ore 16.30
Teatro Camploy, Verona

per informazioni info@lamascherateatro.com



Le furbarie
de Scapin

da Moliere


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Le furbarie de Scapin
da Moliere

Adattamento e Regia
di William Jean Bertozzo

Teatro nei cortili 2010- Chiostro di S. Eufemia

 

NOTE DI REGIA

Lo Scapìn è un’opera del tutto fuori dal tempo, un puro intreccio, un divertissement in cui la fantasia (dell’autore e del protagonista) si scatena in un accumulo parossistico di situazioni. Il gioco è volutamente scoperto ed il poeta non nasconde mai i suoi mezzi e le sue fonti (Plauto, Terenzio, Cyrano de Bergerac, etc.), anzi, li espone bene in vista. Sfida lo spettatore a chi la spara più grossa nonché a farsi irretire dalla finzione: si comprendono così i tanti “doppi” di questa commedia: i due innamorati e le due innamorate (tutti egualmente sfortunati e disperati), i due vecchi padri ostinati ed avari, i due servitori “azzeccagarbugli”, dei quali uno (servus et dominus) è il vero padrone della vicenda.
Tutto nel mondo è burla”. Incarnata magnificamente dalla figura di Scapìn, la Ragione umana svela le follie che si aggirano sulla terra in veste di convenzioni. Le affronta tutte a testa alta, prendendosi il gusto della sfida, sbaragliandole e burlandosene a gran voce in compagnia dello spettatore. E se, alfine, dovrà ammettere di aver pure Lei difetti e limiti, sarà una Ragione pronta per prima a ridere di sé stessa.
Un divertimento, nutrito d’intelligenza, che abbiamo inteso arricchire - adattandolo alla koiné veneta - con poesie e canzoni, proponendoci di recuperare ed accrescere in questo modo il ritmo dell’affabulazione, il gusto dell’intreccio e il piacere del raccontare “contàndola e cantàndola”.

William Jean Bertozzo

LA TRAMA

Le furberie di Scapino - MoliereLa vicenda che si dipana nei suoi tre atti dinanzi agli occhi dello spettatore è solo all’apparenza complessa, sviluppandosi tutta attorno al tema dell’amore.
Ottavio, figlio del signor Argante, viene da questi promesso in matrimonio alla figlia del signor Geronte. Egli però è innamorato di Giacinta. Con la complicità di Nerina - bàlia della giovane – ed approfittando della lontananza del padre, Ottavio conclude segretamente le nozze con l’amata.
Al contempo, l’amico Leandro - figlio del signor Geronte - rischia di perdere per sempre la sua giovane innamorata, Zerbinéta, non avendo i denari necessari per riscattarla dagli zingari che l’hanno rapita.
L’imprevisto ritorno dei due vecchi genitori, Argante e Geronte, complica le cose: come farà Ottavio a confessare d’essersi già sposato, rifiutando così il matrimonio già combinatogli dal padre con la figlia del vecchio più ricco (ed avaro) della città? E come farà Leandro ad ottenere da quello spilorcio del proprio genitore la cifra necessaria per liberare la propria amata, oltreché per fargli accettare la relazione con una ragazza di così bassa levatura sociale?
Per raggirare i due vecchi giungeranno a proposito le astuzie di Scapìn, servo scaltro di Leandro, spalleggiato nelle sue ribalderie dal servitore di Ottavio – Silvestro - e da altri complici: egli riuscirà - con le proprie furberìe – a sottrarre ai due vecchi i denari per i giovani risolvendo così i problemi finanziari degli innamorati.
Ma come faranno gli innamorati a superare le imposizioni paterne e le convenienze coniugali? Ci penserà il destino – eterno deus ex-machina nelle vicende umane - a dipanare la matassa, con le agnizioni finali su Giacinta (che si scoprirà essere la figlia che il signor Geronte aveva avuto in seconde nozze in quel di Taranto, quindi sorella di Leandro) e su Zerbinéta (riconosciuta, dal braccialetto, essere la figlia perduta del signor Argante, quindi sorella di Ottavio).
E, tuttavia, come farà Scapìn a non essere punito dai vecchi che ha turlupinato e che lo hanno smascherato di tutti gli imbrogli? Per Scapìn le Furberìe sono il suo Fato: egli è destinato a trovarne sempre di nuove per trarsi sempre, alla bisogna, da ogni impaccio.

 

Le furberie di Scapino - Moliere
L'OPERA

Molière debutta con “Les fourberies de Scapin” al Théâtre de la Salle du Palais-Royal, nella sua Parigi, il 24 Maggio del 1671. L’opera è strutturata secondo i canoni tradizionali della Commedia dell’Arte: tanto nelle dramatis personae (due vecchi, due innamorati, due innamorate, due servi, una bàlia, i complici) quanto nelle azioni teatrali (intrìghi, lazzi, furberìe e agnizioni finali). Forse un omaggio a quei colleghi italiani – guidati da Tiberio Fiorilli (Scaramuccia) - da cui tanto Molière aveva preso ed appreso e con i quali aveva condiviso arte, tempo e spazio teatrali. Forse un tributo (l’ultimo) a quel mondo farsesco della propria gioventù teatrale - mai dimenticato - di cui aveva percorso ogni sentiero prima di dedicarsi alla creazione di quei capolavori della commedia di costume che renderanno immortale sul palcoscenico il farceur et comédien du Roi.

 

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Ottavio
Silvestro
Scapìn
Giacinta
Argante
Geronte
Leandro
Nerina
Zerbinéta
Carlòto
Un complice
Una guardia

 

Christian Stanzial
Paolo Bertagnoli
William Bertozzo
Nica Picciariello
Claudio Gallio
Roberto Zamboni
Alessandro Boer
Mara Seghetti
Mariacristina Filippin
Enrico Bertacche
Claudio Andreani
Eddy Rizzati / Federico Gasparon

Adattamento poetico del testo in lingua veneta
William Jean Bertozzo

Assistente alla regia
Giuliana Gasparon

Allestimento scenografico
Claudio Gallio, Eddy Rizzati, Roberto Zamboni

Disegni
Alessandro Boer


SCARICA IL PIEGHEVOLE DI LE FURBARIE DI SCAPIN
(750 Kb, 1 minuto circa)

 

LA STAMPA DICE DI NOI...


Dal quotidiano L'Arena di Domenica 27 Giugno 2010
SPETTACOLI Pagina 59

ESTATE NEI CORTILI. La Maschera rilegge e imprime vitalità al testo di Molière. Repliche sino a giovedì a Sant’Eufemia



Un gioco d’intrighi nel calderone dei dialetti

«Le furbarìe de Scapìn» acquisiscono nuova linfa grazie all’uso di citazioni e poesie. Poliedrico Bertozzo

Tutto nel mondo è una burla. Ne è convinto il servus della commedia Le furbarìe de Scapìn, allestita dalla compagnia La Maschera al chiostro di Santa Eufemia nell’ambito della rassegna “Teatro nei cortili”. Un lavoro originale che affonda le proprie radici nell’opera di Molière Les fourberies de Scapin, rivisitato e riadattato solo in alcune parti. Originali le scelte linguistiche del regista ed attore William Jean Bertozzo. La struttura di base della storia mantiene i canoni tradizionali del testo del 1671, sia dal punto di vista dei personaggi sia nel gioco d’intrighi, lazzi e furberie.
Ma a dare nuova linfa al testo di Molière è l’arricchimento dato dal calderone di dialetti, in prevalenza veneto e mantovano, dall’inserimento di poesie, citazioni, (la rappresentazione si chiude con l’inno alla felicità del più famoso dei “canti carnascialeschi” di Lorenzo il Magnifico), e canzoni: il tutto per accrescere e recuperare il ritmo dell’affabulazione. Dodici i personaggi che nei tre vorticosi atti della commedia si alternano sul palcoscenico.
A dirigere le fila della vicenda lo scaltro servo Scapìn, interpretato da un poliedrico Bertozzo che, tra un imbroglio e l’altro, costruisce un astuto incastro di pedine. Ogni personaggio viene trascinato nella spirale della furberia, e non è in grado di uscirne fino a quando l’autore, il direttore del gioco, deciderà di estrometterlo. Quindi Scapìn diventa il regista del gioco-scenico, è lui che decide chi far entrare in scena e quando, ed è sempre lui che stabilisce quando è tempo di smettere e quando bisogna abbandonare la partita. Irresistibili i movimentati dialoghi tra i due vecchi ed avari padri, Argante e Geronte, interpretati da Roberto Zambon e Claudio Gallio, ma a conquistare completamente la simpatia del pubblico è l’arte dell’arrangiarsi di Scapìn.
Repliche fino a giovedì.


Dal quotidiano L'Arena - Martedi' 22 giugno 2010

TEATRO NEI CORTILI. La compagnia La Maschera da stasera al chiostro di Sant’Eufemia

«Le furberie di Scapin»: furbata

di Michela Pezzani

Intrigo, luoghi comuni e tutti gli ingredienti come da ricetta di Molière: divertimento assicurato

La compagnia La maschera in un precedente allestimento
Il divertimento è assicurato con la commedia Le furberie di Scapin che per la rassegna Teatro nei cortili la compagnia La Maschera, diretta da William Jean Bertozzo, propone da stasera al primo luglio al chiostro di Santa Eufemia (inizio alle 21,30).
Situazioni a incastro dall’esito imprevedibile, collocate in una dimensione senza tempo che va oltre il Settecento e rende la commedia contemporanea e dai contenuti universali, fanno di questo lavoro un cavallo di battaglia del palcoscenico in cui trionfa l’arte dell’ironia. Il sale e pepe della trama è rappresentato dalla dualità dei protagonisti sempre alle prese con la finzione. Una coppia di innamorati è in preda alla sventura sentimentale, due vecchi e avari padri di famiglia che di nome fanno Argante e Geronte non vogliono cedere alle loro ostinazioni e una coppia di servitori, che più che da camerieri si comportano da padroni, hanno la lingua davvero lingua. Ci sono inoltre la bàlia Nerina che culla segreti in seno e la giovane Zerbinéta rapita dagli zingari e che rischia di restare prigioniera perché nessuno ha i soldi per pagare il suo riscatto. Queste le pedine della burlesca storia nella quale risuonano gli insegnamenti di Molière che in essa ha voluto esprimere la magnificenza della ragione umana, la forza dell’intelligenza e la capacita di saper ridere anche dei propri limiti.
Condito di brani musicali e poesie, lo spettacolo in tre atti si pone l’obiettivo di affabulare con ritmo al di là della canonica messa in scena. Come sottolinea il regista, «si toccano corde sottili con il piacere del raccontare contàndola e cantàndola». Anche la presunta bigamia e le convenienze coniugali che fanno tanto comodo, ma complicano la vita della bizzarra combriccola fanno inoltre capolino nel canovaccio e sarà lo spettatore a tirare le conclusioni sull’intricata ma spassosa vicenda.


APPROFONDIMENTO: LE FURBERIE DI SCAPINO

Le furberie di Scapino è una commedia in tre atti scritta nel 1671 dal commediografo francese Molière.
Ispirata al Phormio di Terenzio, fu rappresentata la prima volta al Théâtre de la Salle du Palais-Royal di Parigi il 24 maggio 1671, ma ebbe scarso successo, tanto che venne replicato solo 18 volte e mai più ripreso fino alla morte dell'autore.

da Wikipedia: Le furberie di Scapino

Maggiori informazioni consultate il sito della Comedie Francaise


Locandina originale dell'epoca

 

DOVE E' STATO MESSO IN SCENA "Le furbarìe de Scapin"

  • Sabato 6 Novembre al Teatro Smeraldo di Valeggio sul Mincio (VR)
  • Dal 22 Giugno al 1 Luglio 2010 al Chiostro di S. Eufemia in occasione dell'Estate Teatrale Veronese 2010, nel corso della rassegna Teatro nei Cortili.
  • Sabato, 23 Ottobre 2010 - TEATRO SANTA TERESA (B.go Roma - Verona)

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